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Lo staff Tutti gli artisti ed i tecnici dell'Ora dell'Ombra Rossa
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Portfolio Alcune immagini fermate durante la lavorazione
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Multimedia Materiale audio e video del disco
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Oltre il disco Questo progetto non è fatto di sola musica

Oltre il disco

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Questo progetto non è fatto di sola musica

Meccano_Toys_of_qualityImmaginate per un momento di trovarvi tra le mani i pezzi di un Meccano.

Giusto per passare il tempo iniziate a pacioccare con le viti, le piastrine, gli snodi... alla fine dopo una quindicina di minuti avete assemblato un chissàchecosa che ricorda vagamente il cassone di un furgoncino.
 A questo punto un pensiero, un demone, si insinua proprio nel centro della vostra fronte, diciamo tra gli occhi e la ghiandola pineale... giusto per dargli un luogo.
 Da questo momento, inizierete a sistemare i pezzi con più attenzione: una attività progettuale e creativa insieme vi porterà a fare le scelte necessarie a dare una forma al vostro furgoncino.
Quella forma è la realizzazione che prende forma dal vostro ingegno, dalla vostra fantasia: esiste come tale semplicemente perchè è esistita nella vostra testa, o esisteva già in potenza in qualche altrove?
Sta di fatto che avete trascorso diciamo un'ora a costruire, anzi diciamo ancora meglio, a fare.


Siete stati Homo Faber, che è la condizione necessaria anche se non sufficiente per essere artisti. 
E siccome a questo punto vorreste naturalmente diventarlo, sareste costretti a procurarvi una educazione emotiva capace di stimolarvi quei sentimenti che già provate e avete provato, ma diversamente dall'artista faticano a prendere la forma espressiva nei vostri gesti.
L'educazione emotiva è pericolosa in questo sistema mondo, così come ce lo stanno confezionando i poteri che ci governano: l'educazione emotiva suscita sentimenti come la compassione, la solidarietà, l'indignazione, la rabbia... instilla in noi un nuovo senso di giustizia, che ora vi piacerà chiamare equità.
Se pure l'esistenza non ha un senso proprio che non sia esistere, questa capacità che attiene all'Homo Faber di creare qualcosa riesce a rendere sopportabile il non-senso  attraverso piccole attribuzioni di senso circostanziate nel tempo. 
E' una medicina contro il nichilismo della nostra epoca, che ci trasforma in una massa disomogenea di depressi cronici ed inconsapevoli, abituati a camminare per la strada guardando solo la punta delle nostre scarpe, rassegnati all'idea che nulla cambierà, e dovesse capitare qualcun altro dovrà preoccuparsene.


Io sono un metalmeccanico e conosco il lavoro in fabbrica: chi lavora alla catena di montaggio compie ogni giorno migliaia di volte lo stesso movimento, senza averne la percezione di senso. La stessa cosa dicasi per chi fa l'iniezione in un ospedale, per chi guida l'autobus, stira in un lavasecco, prepara caffè la mattina in un bar e via discorrendo. Come meglio spiegato da Galimberti, e prima ancora di lui da Anders, questo sistema appartiene al concetto di procedura, introdotto con l'avvento dell'era della tecnica inauguratosi durante la seconda guerra mondiale. E' una metodologia che offre il grande vantaggio di deresponsabilizzare l'agente, chi esegue la procedura. Chi ha costruito la spoletta della bomba di Hiroshima e Nagasaky non ha fatto nulla di più che costruire un detonatore, chi ha sviluppato la formula del gas usato nei campi di concentramento era solamente un chimico, così chi oggi costruisce nel nostro paese mine anti-uomo è un semplice operaio con famiglia... e così via.
Ebbene, pensate quanto crudele è questo simulacro del fare, che in realtà nasconde la forma più pericolosa di non-fare : tutto quello che ci viene richiesto è essere conformi e adatti al sistema, l'iniziativa personale è quantomeno sconsigliata: come premio, la completa deresponsabilizzazione. Funzionari della nostra vita. Alienati al senso.
Procediamo, credendo di poter scegliere, all'interno di percorsi guidati che hanno la presunzione di determinarci e conformarci a parametri di gusto, di estetica, di predisposizione già stabiliti da questa entità evanescente ed apparentemente ondivaga che è il mercato.


Ecco quindi l'instaurarsi di una cleptocrazia che attraverso i media e l'esercizio del potere ci formatta secondo la propria necessità: le radio e le televisioni sono oramai la rappresentazione monotematica del trionfo della mediocrità, sostituendo la curiosità intellettuale con il più basso istinto di voyeurismo, la bellezza con lo squallido mercinomio di culi ancora più nudi in quanto falsamente e volgarmente "vestiti" di fili di lattice, l'intelligenza critica con l'imposizione violenta ed urlata di uno slogan, infine la libertà di pensiero con il terrorismo psicologico del "se non la pensi come noi, sei amico del nemico"... in altre parole o ci lasciamo soggiogare o verremo esclusi: nella migliore delle ipotesi saremo considerati matti, quindi non conformi: emarginati.
Le arti sono le armi che abbiamo, e gli artisti in genere i nostri principali strumenti di contrasto a questo sfacelo morale. Sono una risorsa perché pur costretti all'invisibilità sono capaci di parlarci da Homo Faber dal terreno del sacro di lande lontane dai teleschermi e dalle radio e sussurrarci emozioni ed impressioni che arricchiscono la nostra educazione emotiva.
La loro pericolosità è manifesta: ci sia sufficiente considerare lo squallore medio ed uniformato cui vorrebbero costringerci le televisioni del grande fratello.
 Artisti belli e pronti in 4 minuti, scavalcando d'un lampo la spinta, la ricerca, la fatica, la sofferenza, il sudore. Tutte cose inutili.
 Sconsigliate. Per citare Guccini: "pensare è sconsigliato".
Siccome le risposte vere passano per domande vere, ebbene non facciamocele: meglio e certamente più consolatorio inventarsi che basta un passaggio televisivo e se la nostra mediocrità sarà ritenuta conforme, avremo la nostra vetrina quindi la ricchezza, che consiste solo in quello che puoi comprare.


Questa mostruosa aberrazione deve essere contrastata, e contrastarla richiede uno sforzo che riguarda ciascuno di noi. 
Non servono capipopolo e condottieri: quella progenie di eroi servono solo ad ingrossare le file dei prossimi despoti: fatevelo raccontare dai pochi nostri nonni partigiani ancora vivi, che oggi la politica vorrebbe equiparare a ben altri combattenti. Il potere fa le rivoluzioni per rimettercelo sempre dal basso.
La rivoluzione cui siamo chiamati passa attraverso tutte le forme di lotta, ma necessariamente per avere una speranza deve attraversare i sentieri del linguaggio e di quell'educazione emotiva di cui sopra. Riappropriamoci di ciò che ci appartiene, in primis la capacità di scegliere e comunicare: linguaggio e sentimento.
Sono oramai arrivato al quarto disco, in 10 anni di attività: sono abbastanza intelligente da sapere come si fa un album che i tecnici ed i critici prezzolati del settore definiscono "commerciale". Oramai sappiamo tutti che commerciale per loro non corrisponde a ciò che avrebbe mercato in quanto bello. Corrisponde invece a ciò che il sistema sceglierà di imporre, convincendo a tutti che dei tortellini alla merda sono buonissimi e cercando di togliere dal mercato quelli con ripieno alla bolognese.

Saprei come prepararlo, arrangiarlo e scriverlo mi costerebbe certamente meno fatica, e meno ricorsi alla sofferenza che la coscienza emotiva richiede per essere attivata. E con maggiore facilità il critico mi spenderebbe sulle pagine a lui riservate, e forse riuscirei a comparire come esperto a X-Factor o come ospite a Uomini e Donne, innalzato nel cielo dei grandi attraverso la consacrazione di un televoto.
Siccome però ho scelto a qualsiasi costo di difendere e salvaguardare la mia dignità di Homo Faber e non ho bisogno di nessuno che mi salvi, allora ho progettato di continuare un percorso di denuncia con chi avrà voglia di ascoltarlo e tentare questa volta un passo ulteriore, che è la comunicazione e lo scambio. Anche attraverso il web.
Riprendetevi le canzoni, sono vostre, vi appartengono.

Le ho scritte perchè passino attraverso i vostri sensi come i pezzi di un Meccano.

Fateli vostri: fateci un trenino, una bandiera, un fucile.

Smontiamole e divertiamoci rimontandole.
Le prossime, mi piacerebbe le facessimo assieme, perché non possiamo più subire l'idea che a fare le cose siano sempre gli altri.
Copiate questo disco, regalatelo ai vostri amici. Scriviamoci qui, su questo spazio, o per posta o per e-mail, confrontiamoci. 
L'ho scritto usando la forma metaforica di una lettura di tarocchi lasciandovi all'interno 4 livelli di lettura: quello essoterico, quello simbolico, quello esoterico e quello più celato esperienziale.
Gli altri livelli li inventerete voi, e diventeranno le vostre canzoni. Anche per questo in una prima fase questo disco non verrà suonato, ma lo porterò dove vorranno accogliermi per farvelo ascoltare e spiegarvelo ove possibile. Magari e possibilmente interagendo con voi. 

E' giunta L'Ora dell'Ombra Rossa.


banner di germano Bonaveri cantautore